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La Fortuna Visiva di Pompei
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Percorsi di navigazione

Obiettivo del progetto è l'analisi della fortuna visiva di Pompei, ossia la ricostruzione dell'identità culturale del sito archeologicoe dei singoli reperti. Tale identità culturale non è altro se non il risultato dei vari modi in cui Pompei ed i suoi monumenti sono stati percepiti da autori diversi in momenti storici differenti.
Per operare questo tipo di analisi occorre evidentemente esaminare ogni fonte iconografica per poi ottenere una visione d'insieme che consenta di visualizzare, comparare e confrontare documenti grafici con soggetti simili o identici fra loro.
In questa pagina è possibile consultare le fonti iconografiche dell'Archivio attraverso una scelta di temi: si tratta di una sorta di guida all'Archivio, che offre la possibilità di esaminarne il contenuto seguendo degli itinerari tematici predefiniti.
In base al Thesaurus dei soggetti, i documenti grafici sono stati classificati a seconda dei temi che raffigurano secondo tre categorie principali: la tipologia della raffigurazione, la classificazione archeologica e la classificazione dei soggetti decorativi. I percorsi tematici seguono pertanto questa suddivisione.

Percorsi relativi alla tipologia della raffigurazione

Le vedute
Una prima categoria in base a cui sono classificati i documenti grafici è quella delle vedute: queste consistono quasi esclusivamente in incisioni e stampe eseguite principalmente da pittori, disegnatori ed incisori. Tuttavia tra gli autori di vedute sono annoverati anche archeologi ed architetti, pur trattandosi di esecuzioni dal vero e a mano libera.
Le vedute di Pompei si possono suddividere in varie tipologie: vi sono innanzitutto vedute di fantasia, in cui i resti archeologici appaiono spesso ricostruiti e raffigurati come l'autore immaginava che fossero in epoca romana.
Tra le prime si possono distinguere le vedute che comprendono raffigurazioni di persone: le vedute con personaggi intenti allo scavo ci trasmettono il gusto romantico dei disegnatori che amavano cogliere l'istante in cui i reperti tornavano alla luce. Gli autori di questo genere di raffigurazioni rappresentavano spesso se stessi o i loro colleghi includendo nelle vedute un disegnatore, quasi a sottolineare la nobile finalità documentaria del loro mestiere. Tra i vari personaggi rappresentati nelle vedute spiccano le guardie borboniche che sorvegliavano gli scavi, riprodotte spesso dai vedutisti come simbolo della proprietà reale del sito e dei relativi impedimenti che questa comportava, tra cui il divieto assoluto di eseguire misurazioni e disegni a chi non ne avesse l'autorizzazione. Tra i soggetti che affollano le vedute vi sono anche vari animali. Frequentemente si tratta di greggi che i pastori locali facevano pascolare presso gli scavi.
Le vedute di fantasia sono invece affollate di personaggi abbigliati da antichi romani, espediente spesso usato per indicare l'ambientazione cronologica in epoca antica.
Tutte le vedute sono inoltre pervase di notazioni paesaggistiche che valorizzano le rovine pompeiane accostandole alla natura e all'ambiente della campagna vesuviana, primo fra tutti lo stesso Vesuvio, a volte incoronato dal cielo annuvolato, altre con il tipico pennacchio di fumo che allude alla tragedia del '79.

I disegni tecnici
Un genere completamente differente di rappresentazione è costituito dai disegni tecnici: eseguiti da specialisti come architetti ed archeologi, sono realizzati con varie tecniche: dal disegno semplice all'acquerello, sino a incisioni di vario genere. I soggetti raffigurati vanno dall'intero sito archeologico a porzioni per le piante, sino a singoli edifici, ai loro interni, a particolari della decorazione architettonica e a reperti di varia tipologia per le piante dettagliate, le sezioni e i prospetti. Questi ultimi poi raffigurano spesso mosaici e pitture, accuratamente misurati e riprodotti. Nella maggior parte dei casi questo genere di rappresentazione è accompagnato dall'indicazione delle misure o da una scala metrica.

Percorsi relativi alla classificazione archeologica

L'architettura
La maggior parte dei documenti grafici prodotti su Pompei sono di soggetto architettonico. La predilezione per l'architettura è determinata dal fascino che il sito ha esercitato e tuttora esercita sui visitatori, trattandosi di un'intera città riemersa dalle ceneri del Vesuvio.
Una prima classificazione dei soggetti architettonici si ottiene distinguendo in base alla funzione l'edilizia pubblica da quella privata.
Gli edifici pubblici si possono inoltre differenziare in edifici amministrativi come la Basilica e la Curia, edifici di culto che comprendono templi, sacelli e santuari, edifici per lo spettacolo tra cui spiccano l'anfiteatro, il teatro e l'odeion, le fortificazioni con le mura, le torri e le porte d'accesso alla città, gli impianti idrici che annoverano le fontane pubbliche, le cisterne ed il castellum aquae, senza tralasciare le terme, luogo quotidiano di aggregazione.
Gli edifici privati si possono sostanzialmente distinguere in abitazioni urbane di varia tipologia, dai più piccoli appartamenti sino alle case ad atrio di impianto sannitico e alle ricche case ad atrio e peristilio, ed in ville suburbane: splendide dimore signorili al di fuori della cinta muraria.
L'architettura pompeiana comprende anche molti edifici per il commercio, costruiti sia a spese pubbliche come il Macellum, sia a spese private come le numerose taverne, le panetterie e le lavanderie.
Infine bisogna menzionare l'edilizia funeraria, con le splendide tombe monumentali che ornano le necropoli pompeiane.

La pittura
Le pitture che abbelliscono gli edifici di Pompei hanno sempre destato ammirazione e stupore, essendo rarissime le testimonianze pittoriche del passato che si sono conservate sino ai giorni nostri. Le decorazioni parietali pompeiane sono certamente eccezionali per la loro qualità, per la varietà tipologica e stilistica che ha fornito una vasta materia di studio, nonché per la quantità rilevante.
Archeologi e tecnici hanno raffigurato nei minimi dettagli una gran quantità di pitture pompeiane ed è grazie a queste riproduzioni che oggi possiamo ammirare lo splendore di alcune decorazioni che si sono deteriorate o conoscere la collocazione di altre che sono state distaccate dalle pareti dopo la scoperta.
Una visione d'insieme sulle pitture di Pompei si ottiene distinguendo quelle che ornavano gli edifici pubblici da quelle dipinte sulle pareti delle abitazioni private. Distinguendole invece per tipologia, si possono confrontare le pitture di I, II, III e IV stile, e quelle di arte cosiddetta popolare, dalla resa più corsiva e impressionistica, che decoravano i larari, le strade, le taverne.

I mosaici
I pavimenti degli edifici pompeiani, le soglie delle abitazioni, le fontane ed i ninfei, le volte ed alcune pareti sono impreziositi da mosaici eseguiti con tecniche differenti, che i disegnatori dei secoli XVIII e XIX hanno riprodotto in vari documenti grafici, sia a mano libera, sia dettagliatamente in prospetto.
Numerosissimi sono i mosaici geometrici, spesso eseguiti in bianco e nero o nelle sfumature naturali del marrone in opus tessellatum. Più rari e preziosi quelli figurati, spesso resi in policromia con tessere minute, minutissime nell'opus vermiculatum, e con l'impiego di materiali ricercati, come pasta vitrea o pietre dure. I temi e le tecniche del mosaico derivano certamente da ambienti ellenistici, come si deduce da esempi eccellenti: si pensi in particolare al grande mosaico cosiddetto di Alessandro oggi esposto al Museo Nazionale di Napoli.

La scultura
La ricchezza di Pompei e la raffinatezza dei suoi abitanti è attestata dalle numerose opere di scultura che sono state rinvenute. Tra le sculture a tuttotondo ammiriamo busti, statue ed erme realizzati in vari materiali, dal bronzo, al marmo, alla pietra locale. Ma la scultura comprende anche i rilievi e la decorazione architettonica in pietra e in coroplastica, oltre che l'abbellimento di mobili ed oggetti d'arredamento.
Le sculture sono variamente documentate nella produzione grafica dei secoli XVIII e XIX: spesso si scorgono in alcune vedute, nei contesti in cui erano collocate, altre volte sono rappresentate in disegni tecnici e tavole d'insieme che si riferiscono alla decorazione di un singolo edificio.

Le iscrizioni
L'attenzione di disegnatori, archeologi ed architetti è stata attratta anche dalle numerose iscrizioni che si incontrano ovunque per le vie di Pompei: sulle sepolture, sui monumenti e sulle pareti degli edifici. In base alla loro funzione, distinguiamo iscrizioni di opere pubbliche, che testimoniano la costruzione o il restauro di edifici e monumenti; iscrizioni giuridiche; iscrizioni onorarie per la dedica di una statua o di un monumento; iscrizioni parietali di soggetto vario, generalmente dipinte o graffite; iscrizioni sacre ed iscrizioni sepolcrali, apposte sulle tombe per commemorare i defunti. Le iscrizioni erano realizzate il più delle volte in pietra, tuttavia venivano eseguite anche in altri materiali, ad esempio in mosaico, oppure venivano graffite o dipinte estemporaneamente sulle pareti, come accade anche nelle città moderne.

Percorsi relativi alla classificazione dei soggetti decorativi

Tra i numerosi reperti rinvenuti a Pompei sono annoverate vere e proprie opere d'arte riccamente decorate con motivi geometrici, vegetali o con scene figurate più o meno elaborate. I soggetti raffigurati sono comuni a pitture, sculture e mosaici e derivano dal grande bagaglio culturale ellenistico mirabilmente fuso con il gusto romano.
La documentazione grafica riunita nell'Archivio testimonia una grande attenzione dei disegnatori, degli archeologi e degli architetti per la decorazione dei reperti pompeiani, che costituiva una fonte di studio per approfondire la conoscenza della cultura romana, nonché una fonte di ispirazione per gli artisti dell'epoca.
Nel definire alcuni percorsi tematici, scegliamo reperti decorati con scene figurate di battaglia, gladiatorie, di caccia, di sacrificio e teatrali. Tuttavia, attraverso i percorsi liberi, è possibile approfondire molteplici aspetti, ad esempio l'iconografia legata ad alcune divinità o figure mitologiche, la raffigurazione di animali o di soggetti architettonici, oppure la rappresentazione di strumenti musicali.